Il mese scorso il Governo messicano ha definito i criteri per le aziende di riferimento che investiranno nelle zone economiche speciali.

Le zone economiche speciali sono aree delimitate dove attrarre gli investitori pubblici e privati, anche stranieri, offrendo incentivi di tipo fiscale e doganale, create per favorire lo sviluppo economico equilibrato del paese: è previsto un investimento totale di 42 miliardi di dollari e la creazione di 367.000 posti di lavoro.

Per investire nelle zone economiche speciali le aziende dovranno realizzare un investimento di almeno 90 milioni di dollari in 5 anni, creare più di 800 posti di lavoro e occupare una superficie pari o superiore a 20 ettari. L’obiettivo è ridurre il divario tra nord e sud: basti pensare che nello stato di Nuevo Leon nel nord del Messico il PIL pro-capite è di 16.013 dollari mentre nel Chiapas, a sud, è di soli 3.748 dollari.

I progetti di investimento dovranno essere coerenti con la vocazione tematica definita per ciascuna zona: ad esempio la zona di Coatzacoalcos accoglierà investimenti nel settore metalmeccanica, mobili e agroalimentare, mentre nella zona di Chiapas si realizzeranno progetti nel settore elettronica, agroalimentare e parti per l’industria dell’automobile.

In Messico la legge per le zone economiche speciali prevede anche iniziative di formazione, trasferimento di tecnologia e adeguamento delle destinazioni d’uso dei terreni: queste misure, unitamente ai benefici di tipo fiscale e doganale favoriranno l’incremento della domanda di beni e servizi.

In conclusione, il Messico si conferma come un paese di grandi opportunità per gli imprenditori che intendono investire, oltre che un terreno adatto dove costruire joint venture con partner locali per sviluppare progetti produttivi stabili.

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