I turisti che visitano un luogo attratti dalla cultura e dalle eccellenze enogastronomiche locali sono in crescita: secondo i dati della UNWTO, l’esperienza legata alla gastronomia è diventata una delle motivazioni principali di viaggio del turista. Il rapporto con l’identità, la cultura locale, l’arte, la natura, la storia, la tipicità, rendono il turismo gastronomico uno dei settori turistici più consolidati.

Per l’Italia e il Messico l’importanza del turismo gastronomico è sempre maggiore: non bisogna dimenticare che la gastronomia messicana è dichiarata dall’UNESCO patrimonio dell’Umanità e che l’Italia è il paese che vanta più prodotti a indicazione geografica (DOP, IGP, STG) oltre ad avere dato i natali alla pizza napoletana, anch’essa patrimonio UNESCO.

In un solo anno in Italia il turismo enogastronomico è raddoppiato: con oltre 100 milioni di presenze e 10 miliardi di spesa, il segmento ha un impatto economico di oltre 12 miliardi, pari al 15,1% del totale del turismo italiano. (ISNART. Istituto Nazionale di Ricerche Turistiche 2017).

Anche in Messico la gastronomia attrae un numero sempre maggiore di turisti, con un effetto economico positivo: l’industria culinaria produce un giro d’affari di più di 8 miliardi di euro ogni anno (SECTUR).

Il turismo eno-gastronomico è sostenuto da diversi elementi di attrazione: la presenza di produzioni agroalimentari a indicazione geografica, la ristorazione, gli agriturismi, le strade del vino, le bevande alcooliche, i musei legati al cibo, i servizi turistici proposti dalle aziende vitivinicole in Italia o dalle aziende che producono bevande alcoliche in Messico (tequila, mezcal, sotol…).

La gastronomia, dunque, non è più solo un’espressione dell’identità di un popolo ma anche un’opportunità per sostenere il turismo e generare crescita economica.

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